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Sperlonga perla del Tirreno
Un labirinto di viuzze, case tinte di calce
bianca, resti di antiche costruzioni, spiagge sull'azzurro Tirreno,
laghi e monti...
Tutto questo lo si trova a Sperlonga, nel
Lazio in provincia di Latina, antico borgo marinaro costruito su di un
promontorio e circondato dal mare, considerato tra i più limpidi
d'Italia, tanto da essere insignita per gli anni 1998 - 1999 - 2000 -
2001 - 2002 - 2003 della Bandiera Blu.
Passeggiando tra i vicoli del suo centro
storico, si aprono improvvisi squarci sul mare azzurro, l'occhio si
rivolge da un lato verso la spiaggia di levante e l'antro della Grotta
di Tiberio, dall'altro si nota la lunga spiaggia di ponente ed il
promontorio del Circeo.
Luogo ideale per una vacanza o per passare
un fine settimana di relax. Per avere una visione ed una conoscenza più
approfondita del paese, sapere come, dove e quando venire, vi invitiamo
a visitare il nostro sito augurandovi buon viaggio. |
Abitata fin
dall'età del paleolitico superiore, Sperlonga fu, secondo la leggenda,
fondata dagli spartani e può essere probabilmente identificata con l'antica
Amyclae. Entrata a far parte dei domini di Roma, in età imperiale, la città
ebbe una certa rilevanza quale luogo di residenza estiva del patriziato
romano e centro per il rifornimento del pesce, come testimoniano le
peschiere (vasche costruite parte in mare e parte sulla terraferma, dotate
di dighe, filtri e saracinesche per la selezione e l'allevamento del
prodotto) rinvenute nella zona. Alla caduta di Roma, i ruderi
della
villa imperiale, verso il VI sec., furono usati come rifugio dalle
popolazioni locali. In periodo medievale fece parte della contea di Fondi.
Nel '500 la città fu devastata dai saraceni e nel 1622 occupata dai turchi.
L'antico abitato di Sperlonga costituisce, sulla fascia tirrenica, la
testimonianza più settentrionale di un organismo urbano di tipo
mediterraneo: un aggregato edilizio fitto, con strette viuzze, scalette,
terrazze e bianche costruzioni. Verso la fine del '700 ed inizio dell' 800
Sperlonga assume la struttura attuale e venne arricchita con varie chiese.
La Sperlonga moderna, é divenuta importante
centro
archeologico: fruttuose ricerche si sono compiute nel 1955
(anno di inizio lavori della moderna via Flacca) in quelle aree dove la
tradizione situava la villa dell'imperatore Tiberio. Oltre alle tracce di
questa, che discendono fino al mare, si sono rinvenuti in alcune grotte
marine frammenti di sculture, tra cui i resti di alcuni celebri gruppi
plastici quali Scilla che aggredisce la nave di Ulisse ed il
Polifemo accecato appartenenti
alla scuola rodia della fine del sec. II a. C. Nel corso degli anni é stata
conosciuta anche per le bellezze delle sue spiagge, e del mare limpido, che
ne hanno fatto un rinomato centro turistico. Per migliorare le comunicazioni
tra Anxur (Terracina) e Gaeta, nonché per la maggiore importanza assunta da
Formia e Fondi , passati nel 188 a. C. a municipi "optimo jure", il censore
V. Flacco fece costruire, nel 184, la via che da lui prese il nome di "Flacca".
Questa, si staccava direttamente dall'Appia nei pressi di Terracina, dopo
aver attraversato la Selva Vetere si dirigeva alla marina di Sperlonga;
aggirato il promontorio, proseguiva lungo la piana dell'Angolo verso la
grotta di "Tiberio";di qui sempre seguendo la costa - molti tratti sono
ancora oggi visibili - si portava sulla piana di S. Agostino per raggiungere
Gaeta. Riferendosi al tratto di costa fiancheggiata dalla Flacca, Strabone
così si esprime: " Vi si aprono delle grotte grandiose, accoglienti dimore,
grandi e lussuose " (Geogr. V, 223). Lungo tutta la zona attraversata
dall'antica Flacca, numerosi sono gli avanzi di costruzioni romane. Quelli
rinvenuti a sud-est di Sperlonga ne costituiscono il nucleo più
considerevole che si sviluppa intorno al promontorio detto " di Tiberio" e
si espande lungo le spiagge dell'Angolo e di Bazzano seguendo il percorso
dell'antica Flacca: sono le rovine di una lussuosa e vasta dimora
residenziale realizzata sfruttando le suggestive grotte naturali che si
aprono nel promontorio. La villa, e così il promontorio e la grotta, sono
oggi detti comunemente "di Tiberio": non perché si abbia una sicura
testimonianza della loro appartenenza a Tiberio ma perché (Svetonio, Annales
IV, 59) Seiano avrebbe salvato la vita all'imperatore arginando i massi
caduti dall'alto di una grotta che la tradizione vuole sia quella della
spiaggia dell'Angolo. E' la grotta di Tiberio la grande attrattiva di
Sperlonga. Dista poco più di un chilometro dal paese e costituisce un tutt'uno
con i resti della villa sovrastante. L'imperatore romano, Tiberio, amava
passare lungo tempo nella fresca quiete dell'antro, e vi aveva raccolto
un'infinità di opere d'arte. I resti archeologici più interessanti sono
quelli ritrovati nella Grotta, alla base del Monte Ciannito, durante i
lavori per la costruzione della nuova via Flacca. Gli oltre 10.000 reperti
di elevato valore storico ed artistico, tra cui originali greci, sono ora
custoditi nel vicino Museo Archeologico Nazionale (tel. +39 0771 548028),
appositamente voluto dalla popolazione locale onde evitare che tali opere
finissero altrove, costruito al Km 16,300 della stessa via Flacca, ed
inaugurato nel 1963. Interessantissimi reperti degni di nota sono i gruppi
scultorei del mito di Ulisse col Polifemo dormiente, una statua alta cinque
metri. Nel Museo é conservata anche la prora di una nave scolpita nella
roccia, con la scritta " navis Argo". |



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